
La buca era diritta come un tunnel, poi s'inabissava così rapidamente che Alice non ebbe un istante per pensare di fermarsi, poiché si sentiva cadere in un precipizio che somigliava a un pozzo profondissimo.
(...) "Chi sa quante miglia ho percorso a quest'ora?" esclamò. "Davvero sto per toccare il centro della terra. Suppongo che saranno quattrocento miglia di profondità - " (come vedete, Alice aveva imparate molte cose nelle sue lezioni, ma non era quella la migliore occasione per fare sfoggio della sua erudizione, non c'era nessuno che l'ascoltasse, ma pure era bene ripassarle) - "Sì, sarà questa la vera distanza, o press'a poco - ma vorrei sapere a quale grado di latitudine o di longitudine sia arrivata!" (Alice non sapeva mica che fosse longitudine o latitudine, ma pensò ch'erano belle parolone a dire, e le disse!)
Passò qualche istante e poi ricominciò. "E se dovessi traversare la terra? Sarebbe bella se uscissi fra quelli che camminano con la testa in giù! Credo che si chiamino le Antipatie - "(questa volta fu contenta che nessuno l'ascoltasse, perché quel nome non le suonava giusto all'orecchio) " - domanderò loro che nome abbia quel paese. Di grazia, signora, è questa la Nuova Zelanda? o l'Australia?" (e cercò di fare una riverenza mentre parlava - figuratevi, far riverenza mentre si casca giù a precipizio! Dite, potreste farla voi?) "Ma se farò questa domanda mi crederanno una sciocca. No, non la farò: forse troverò scritto il nome in qualche parte, laggiù (...) quando, tonfete! cascò sopra un mucchio di rametti e foglie secche, e la caduta finì. Alice non si fece male e saltò in piedi lesta e pronta: guardò in alto, non era buio: davantia lei c'era un lungo corridoio dove correva il Coniglio bianco...
Lewis Carroll, Alice nel paese delle meraviglie, capitolo I.